
Export Italia 2025: +3,3%, pharma e regioni leader
Nel 2025 l’Italia ha dimostrato che l’export non è un gioco a somma zero: mentre i dazi americani facevano temere il peggio, le esportazioni sono cresciute del +3,3% rispetto all’anno precedente. A trainare la ripresa non è stato il solito made in Italy moda e design, ma un settore che in pochi associano all’Italia: il farmaceutico, che da solo ha contribuito 2,6 punti percentuali su 3,3. E se il Centro vola con la Toscana al +21,3%, le Isole franano a -11%. La storia dell’export italiano nel 2025 è fatta di winner e loser molto netti, con conseguenze concrete per imprese, lavoratori e territori.
Export 2025: +3,3% · Imprese esportatrici: 120.000 · Agroalimentare: 72,4 miliardi · Farmaceutica: traina con 2,6 pp crescita · Quota USA: 10,8%
Panoramica rapida
- Export Italia 2025: +3,3% su 2024, dato ISTAT (ISTAT)
- Centro Italia: +13,2%, primo per crescita regionale (ISTAT)
- Export verso USA: +7,2% nonostante dazi, quota 10,8% (La Regione)
- Proiezioni export 2026: mancano dati ufficiali per confermare le stime di crescita
- Impatto dazi futuri: nuovi aumenti potrebbero modificare le dinamiche attuali
- Dati precisi per singole province oltre le top 5
- Consolidamento export su settori alta specializzazione (farmaceutica, meccanica) (Fortune Italia)
- Possibile crescita 2026 tra +2% e +4% secondo analisi (Fortune Italia)
- Pharma e meccanica restano i motori, tessile-arredamento in contrazione (Fortune Italia)
I numeri principali dell’export italiano nel 2025 mostrano una crescita generalizzata ma con forti disparità regionali e settoriali.
| Indicatore | Valore 2025 | Fonte |
|---|---|---|
| Crescita export nazionale | +3,3% | ISTAT |
| Crescita export Centro Italia | +13,2% | ISTAT |
| Crescita export Isole | -11% | ISTAT |
| Export verso USA | +7,2% (quota 10,8%) | La Regione |
| Impatto stimato dazi USA | -3,2% mancata crescita | La Regione |
| Contributo farmaceutica | 2,6 punti percentuali | Cribis |
| Export agroalimentare | 72,4 miliardi euro (+4,9%) | Sky TG24 |
| Export meccanica | Quasi 100 miliardi | Sky TG24 |
| Export tessile-abbigliamento-calzature | 60,8 miliardi (-1,9%) | Sky TG24 |
| Toscana crescita export | +21,3% | Cribis |
| Friuli-Venezia Giulia crescita | +17,8% | Cribis |
| Avanzo commerciale USA | 34,191 miliardi euro | Sky TG24 |
Che cosa esporta di più l’Italia?
L’Italia esporta soprattutto prodotti ad alta specializzazione, con la meccanica che domina il panorama: macchinari e attrezzature rappresentano il 18% del totale export, seguono i mezzi di trasporto all’11% e i metalli di base sempre all’11%. La classifica dei prodotti esportati dall’Italia nel 2025 rivela una polarizzazione: da un lato farmaceutica e meccanica in forte crescita, dall’altro il tessile-abbigliamento-calzature che segna -1,9% a 60,8 miliardi.
Macchinari e attrezzature
I macchinari italiani restano il fiore all’occhiello dell’export, con un valore che sfiora i 100 miliardi di euro. Il settore comprende macchine utensili, impianti industriali, robotica e componenti per la produzione. La forza della meccanica italiana sta nella capacità di servire nicchie di mercato ad alta tecnologia, con esportazioni concentrate in Germania, Francia e Stati Uniti. Le analisi di Cribis mostrano che le province di Varese e Frosinone rientrano tra le top performer per l’export di macchinari.
Trasporti
Il comparto dei trasporti — che include automobili, componenti auto, nautica e aeronautica — vale l’11% dell’export italiano. La Fiat Chrysler (ora parte di Stellantis) e il cluster della nautica da diporto guidano questo settore, con esportazioni significative verso USA, Germania e Francia. Il Lazio, grazie alla presenza di stabilimenti automotive e logistici, ha registrato una crescita verso gli Stati Uniti del +54,2%, secondo i dati Cribis.
Metalli di base
I metalli di base (acciaio, alluminio, rame) rappresentano l’11% dell’export e mostrano dinamiche contrastanti: in calo verso la Turchia (-55,8% per la Toscana), in forte crescita verso Svizzera (+201,1% sempre per la Toscana) e Francia (+39,2%). I metalli di base soffrono particolarmente l’impatto dei dazi, perché sono prodotti commodity con margini stretti dove ogni aumento tariffario si traduce subito in perdita di competitività.
Quanto è l’export italiano?
L’export italiano nel 2025 è cresciuto del +3,3% rispetto al 2024, un dato che smentisce i timori di un crollo causato dai dazi. Il fatturato export complessivo si attesta oltre i 600 miliardi di euro, con un avanzo commerciale verso gli USA di 34,191 miliardi — inferiore al 2024, ma ancora significativo. L’import è cresciuto del +3,1% in valore e +2,0% in volume, segnalando che la domanda interna italiana resta attiva.
Dati 2025
L’export italiano nel 2025 ha chiuso con una crescita reale dello 0,7%, un dato più contenuto del +3,3% nominale che include l’effetto inflazione. La crescita è stata trainata dal Centro (+13,2%), con la Toscana che vola al +21,3% grazie a farmaceutici e metalli, mentre il Nord — tradizionale motore export — cresce meno, +2,3% il Nord-Ovest e +2% il Nord-Est. Le Isole crollano dell’11%, penalizzate dal calo della raffinazione petrolifera.
Crescita nei primi 11 mesi
Nei primi 11 mesi del 2025 l’export italiano ha mostrato costanza, con un ritmo di crescita sostenuto trainato dal settore farmaceutico. L’agroalimentare ha raggiunto i 72,4 miliardi di euro, +4,9% sul 2024, confermando la sua solidità. Il dato ISTAT conferma che la farmaceutica ha contribuito 2,6 punti percentuali sui 3,3 totali della crescita — un contributo enorme per un singolo settore.
La farmaceutica ha dominato la crescita export 2025, assorbendo l’impatto negativo dei dazi e compensando le perdite di tessile e metalli. Senza pharma, l’export italiano avrebbe registrato una crescita quasi nulla.
Qual è il prodotto più esportato dall’Italia?
Il prodotto più esportato dall’Italia nel 2025 è la meccanica, con un fatturato che sfiora i 100 miliardi di euro. Tuttavia, il settore che ha trainato la crescita è stato il farmaceutico: la farmaceutica contribuisce 2,6 punti percentuali sui 3,3 totali della crescita export, rendendola il motore principale dell’espansione commerciale italiana. L’agroalimentare segue a 72,4 miliardi con +4,9%, mentre il tessile-abbigliamento-calzature a 60,8 miliardi segna un calo del -1,9%.
Prodotti italiani venduti all’estero
La classifica dei prodotti italiani esportati nel 2025 è dominata da tre macrocategorie: macchinari e attrezzature (18%), mezzi di trasporto (11%), metalli di base (11%). Seguono prodotti chimici e farmaceutici, che hanno registrato la crescita più brillante. I prodotti alimentari e bevande rappresentano circa il 9% dell’export, con l’ortofrutta, i vini e i formaggi che guidano le vendite verso Germania, Francia e USA.
Settori principali
I settori export dell’Italia nel 2025 mostrano una polarizzazione netta. Da un lato, farmaceutica e meccanica crescono grazie ad alta tecnologia e specializzazione. Dall’altro, tessile e moda soffrono la concorrenza asiatica e la debolezza del mercato interno. Il calo del tessile-abbigliamento-calzature (-1,9%) segnala un problema strutturale: l’Italia eccelle nella produzione di qualità, ma fatica a competere nei volumi su prodotti standardizzati.
Quanto vale l’export Italia verso gli USA?
L’export italiano verso gli USA nel 2025 è cresciuto del +7,2% nonostante i dazi, raggiungendo una quota del 10,8% sul totale export italiano — in salita dal 10,4% del 2024. Gli USA sono diventati il secondo partner commerciale dell’Italia, tallonando la Germania che cala all’11,2% dal precedente 11,4%. L’avanzo commerciale verso gli Stati Uniti si attesta a 34,191 miliardi di euro, inferiore al 2024 ma ancora robusto.
Statistiche 2025
Le statistiche export Italia-USA nel 2025 mostrano un paradosso: i dazi hanno pesato per un -3,2% sulla crescita mancata (circa 1,5 miliardi di euro), eppure l’export verso gli USA è cresciuto del +7,2%. Come è possibile? La risposta sta nella composizione merceologica: la farmaceutica, che domina le esportazioni verso gli USA, ha un valore unitario elevato e margini che permettono di assorbire parte dell’aumento tariffario. Inoltre, il dollaro forte rende i prodotti italiani relativamente più competitivi in termini di cambio.
Consuntivo ExportUSA
Il consuntivo export Italia-USA conferma che gli Stati Uniti restano il secondo mercato di sbocco per le merci italiane. Il Lazio, con il suo tessuto farmaceutico e chimico, ha registrato una crescita verso gli USA del +54,2%, un dato che evidenzia la strategicità di questo mercato per le regioni italiane ad alta specializzazione produttiva. L’impatto dei dazi, pur presente, è stato contenuto: secondo l’ISTAT, l’imposizione dei nuovi dazi ha avuto un effetto negativo ma di entità molto contenuta.
Gli USA sono cresciuti come quota export nonostante i dazi. La spiegazione sta nella farmaceutica — settore meno elastico al prezzo — che ha compensato la debolezza di altri comparti. Chi esporta farmaci negli USA non cambia fornitore per qualche punto di tariffa.
Come sta andando l’export italiano?
L’export italiano sta andando bene nel 2025, ma con una distribuzione molto disomogenea: il Centro guadagna 13 punti percentuali, le Isole ne perdono 11. La crescita complessiva del +3,3% nasconde un divario enorme tra regioni vincenti e regioni in difficoltà. La polarizzazione export dell’Italia si объясa con la concentrazione dei settori ad alta specializzazione (farmaceutica, meccanica avanzata) in alcune aree geografiche, mentre altre dipendono ancora da comparti più esposti alla concorrenza internazionale.
Per regione
Le performance regionali dell’export italiano nel 2025 mostrano un winners-take-most evidente. La Toscana vola al +21,3%, il Friuli-Venezia Giulia cresce del +17,8%, la Calabria guadagna +10,8%, la Liguria +10,2%, il Lazio +9,6%. In fondo alla classifica, la Basilicata crolla del -17,8%, la Sardegna perde l’11,4%, la Sicilia il 10,8%, le Marche il 7,6%. Il divario tra prima e ultima regione supera i 39 punti percentuali.
Classifica Nord
Il Nord Italia — tradizionale motore export del Paese — nel 2025 cresce meno del Centro: +2,3% il Nord-Ovest, +2% il Nord-Est. La Lombardia resta la prima regione per fatturato export, ma la crescita modesta segnala un rallentamento rispetto agli anni precedenti. La classifica export per regione vede la Lombardia in testa, seguita da Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, ma la Toscana sta scalando posizioni grazie al boom farmaceutico.
Il Centro ha superato il Nord come motore di crescita export nel 2025. La causa risiede nella specializzazione: il Nord esporta meccanica tradizionale e moda, il Centro esporta farmaceutica. E nel 2025 la farmaceutica ha travolto tutto.
Timeline export Italia 2025
- L’export italiano registra una crescita complessiva del +3,3% nonostante le tensioni tariffarie, grazie al traino della farmaceutica
- Export agroalimentare raggiunge i 72,4 miliardi di euro, +4,9% sul 2024, confermando la solidità del made in Italy alimentare
- Lazio verso USA +54,2%, Toscan verso Svizzera +201,1%: le dinamiche regionali mostrano polarizzazione netta (Cribis)
Cosa sappiamo e cosa no
Confermato
- Crescita export 2025 +3,3% (fonte: ISTAT)
- Centro Italia +13,2%, Toscana +21,3%, Friuli +17,8% (fonte: Cribis)
- Export USA +7,2%, quota 10,8% (fonte: La Regione)
- Farmaceutica contribuisce 2,6 punti crescita (fonte: ISTAT)
- Isole -11%, Basilicata -17,8% (fonte: ISTAT)
- Impatto dazi stimato -3,2%, mancata crescita 1,5 miliardi (fonte: La Regione)
Non confermato
- Proiezioni export 2026: le stime variano tra +2% e +4%, mancano dati ufficiali
- Impatto dazi futuri: nuovi aumenti tariffari potrebbero modificare le previsioni
- Dati export per singole province oltre top 5: province come Varese, Frosinone confermate, altre indefinit
- Effetto preciso dei dazi su settori specifici oltre pharma: mancano analisi settoriali dettagliate
Parole chiave
“Export in crescita nel 2025, anche verso gli Stati Uniti: smentiti i profeti di sventura.”
— Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy
“La farmaceutica è il settore che ha portato il contribuito più ampio alla crescita: 2,5 dei 3,3 punti.”
— Zoppas, analista economico
“L’imposizione dei nuovi dazi ha avuto sull’Italia un effetto negativo ma di entità molto contenuta.”
— ISTAT, istituto nazionale di statistica
L’export italiano nel 2025 non è cresciuto nonostante i dazi — è cresciuto perché la farmaceutica ha cavalcato una domanda globale sostenuta e ha compensato le perdite di altri settori. Per il tessile e la moda, i dazi sono stati un colpo in più a una tendenza già negativa. Per la farmaceutica, sono stati un rumore di fondo.
Per le imprese esportatrici italiane nel 2025, la lezione è chiara: chi ha scommesso sull’alta specializzazione — farmaceutica, meccanica avanzata, componentistica — ha vinto. Chi ha puntato su volumi e prezzi competitivi nel tessile o nei metalli ha perso terreno su due fronti: concorrenza asiatica e dazi americani. La polarizzazione dell’export italiano non è un fenomeno temporaneo: è il risultato di una struttura produttiva che si sta ricomponendo attorno a settori ad alto valore aggiunto, con conseguenze profonde per i territori e i lavoratori delle filiere coinvolte.
Letture correlate: Commercio Italia: Export, Import e Bilancia Attuale · Economia Italiana: Stato, Rischi e Prospettive 2024
La crescita del +3,3% è trainata dal farmaceutico, con Toscana al +21,3% e Isole al -11% secondo l’sulle performance territoriali.
Domande frequenti
Quali nazioni esportano di più al mondo?
Le nazioni che esportano di più al mondo sono Cina, Stati Uniti, Germania, Giappone e Paesi Bassi. L’Italia si posiziona tra i primi 15 esportatori mondiali, con un export complessivo che supera i 600 miliardi di euro nel 2025.
I dazi li paga chi importa o chi esporta?
In teoria i dazi li paga chi importa, ma nella pratica l’onere può ricadere sull’esportatore attraverso prezzi più bassi o margini compressi, oppure sul consumatore finale attraverso prezzi più alti. Nel caso dei dazi USA, l’impatto stimato sull’export italiano è stato del -3,2% in termini di mancata crescita.
L’Italia importa o esporta di più?
L’Italia ha historically un avanzo commerciale, esporta più di quanto importa. Nel 2025 l’avanzo commerciale verso gli USA si attesta a 34,191 miliardi di euro. Tuttavia, l’import è cresciuto del +3,1%, segnalando una domanda interna attiva.
Qual è l’export Italia per regione?
L’export Italia per regione nel 2025 vede il Nord-Ovest (Lombardia in testa) come prima macroarea per fatturato, ma il Centro è quello con la crescita più alta (+13,2%). Le Isole sono ultime con un calo dell’11%. Dettagli regionali: Toscana +21,3%, Friuli +17,8%, Calabria +10,8%, Liguria +10,2%, Lazio +9,6%.
Qual è l’export Italia ISTAT?
L’export Italia ISTAT per il 2025 è cresciuto del +3,3% rispetto al 2024, con il Centro che guida la crescita a +13,2% e il Nord che segue con incrementi più contenuti (+2,3% Nord-Ovest, +2% Nord-Est). I dati ISTAT confermano l’impatto della farmaceutica come settore trainante.
Qual è l’azienda italiana che fattura di più?
Tra le aziende italiane con il fatturato più alto, Eni si distingue con 88,8 miliardi di euro. Nel settore export, aziende farmaceutiche come quelle toscane hanno contribuito significativamente alla crescita, mentre nel made in Italy brillano gruppi della meccanica e dell’agroalimentare.
Qual è la classifica export Italia per paese?
La classifica export Italia per paese vede la Germania al primo posto con l’11,2% delle esportazioni italiane, seguita dagli USA che salgono al 10,8%. Svizzera, Francia e Cina completano la top 5. La quota USA è in crescita nonostante i dazi, grazie al traino della farmaceutica.