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Liste Attesa Sanità – Dati AGENAS 2024 Tempi e Regioni

Giorgio Romano Conti • 2026-04-08 • Revisionato da Giulia Rossi

Le liste d’attesa rappresentano uno degli indicatori più rilevanti per misurare l’efficienza del Sanità Italia – Come Funziona il SSN, Copertura e Sfide 2025. I tempi per visite specialistiche ed esami diagnostici costituiscono un nodo critico per milioni di cittadini, con differenze significative tra regioni e tipologie di prestazioni che influenzano l’accesso alle cure.

Le rilevazioni ufficiali dell’AGENAS documentano una situazione in evoluzione, influenzata dalla pandemia COVID-19 e dalle strategie di ripresa avviate attraverso il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. I dati più recenti evidenziano miglioramenti mediani in alcune aree, ma persistono criticità strutturali legate alla carenza di personale e alla frammentazione gestionale tra le diverse realtà regionali.

Il monitoraggio riguarda sia il regime istituzionale del Servizio Sanitario Nazionale sia l’Attività Libero Professionale Intramuraria (ALPI), con rilevazioni trimestrali che coinvolgono oltre 188 strutture sanitarie distribuite nelle 21 Regioni e Province Autonome.

Come funzionano le liste d’attesa e quali sono i tempi medi attuali?

Il sistema di monitoraggio delle liste d’attesa si articola su più livelli istituzionali, con l’AGENAS che gestisce la raccolta dati attraverso la Piattaforma Nazionale Liste Attesa (PNLA) e le Regioni che rimangono responsabili dell’erogazione delle prestazioni.

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Cos’è

Sistema nazionale di monitoraggio tempi attesa SSN per 59 diverse prestazioni ambulatoriali e chirurgiche

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Chi gestisce

AGENAS per la raccolta e analisi dati; Regioni e ASL per la gestione operativa delle code

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Dati chiave

Tempi mediani stratificati per classe di priorità (U, B, D, P) e tipologia di regime (istituzionale/ALPI)

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Aggiornamento

Monitoraggi trimestrali (gennaio, aprile, luglio, ottobre) con pubblicazione mensile sul portale trasparenza

Principali evidenze dai dati 2024

  • Solo il 55% delle prenotazioni ALPI per visite specialistiche registra tempi inferiori ai 10 giorni, mentre un terzo si colloca tra gli 11 e i 30 giorni
  • Un sesto delle prenotazioni ALPI supera i 30-60 giorni di attesa, evidenziando criticità persistenti nel accesso alle cure
  • Le risonanze magnetiche (RMN) registrano frequentemente tempi superiori ai 30 giorni nelle strutture pubbliche del SSN, con picchi oltre i 180 giorni per alcune tipologie
  • La Lombardia, pur essendo tra le regioni con maggiore volume di prestazioni ALPI, non trasmette dati distinti per classi di priorità, limitando la comparabilità
  • I tempi post-COVID hanno mostrato una riduzione del 19,1% nel primo trimestre 2021 rispetto al periodo 2018-2019, non correlata all’incidenza pandemica
  • Le prestazioni di oncologia e fisioterapia presentano percentuali basse in regime ALPI (3-4%), mentre la ginecologia raggiunge il 31%
  • Le differenze interregionali persistono, con picchi del 14% a Trento e del 12% in Marche e Valle d’Aosta per prestazioni in ALPI

Tempi mediani per prestazione

Prestazione Tempo mediano Classe priorità Regime
Visite specialistiche 11-30 giorni (33% casi) D/B Istituzionale/ALPI
RMN >30 giorni (frequente) D/P Istituzionale
Visita cardiologica ALPI <10 giorni (55%) B ALPI
Ecografie Variabile 10-60 giorni D Misto
Prestazioni ginecologiche 31% in ALPI D ALPI prevalente
Ortopedia (prestazioni 2022) 44.822 attività D/P ALPI
PTCA cardiologica Entro 90 minuti U Istituzionale

Fonte: AGENAS, Il Sole 24 Ore, PNE Report 2024

Quali differenze regionali emergono dai dati AGENAS?

L’analisi territoriale rivela una frammentazione significativa all’interno del sistema sanitario nazionale. Le regioni Lombardia, Veneto, Lazio e Campania concentrano 356 strutture monitorate (167 pubbliche e 189 private), ma presentano modalità di rilevazione diverse.

Disparità Nord-Sud e dati mancanti

Le rilevazioni evidenziano differenze interregionali marcate, con tempi più elevati rilevati in specifiche Aziende Sanitarie secondo i dati Federconsumatori. La Lombardia, nonostante la densità abitativa e il volume di prestazioni, non invia dati distinti per classi di priorità, rendendo difficoltosa la valutazione comparativa con altre realtà regionali.

Le strutture di Trento e Valle d’Aosta registrano le percentuali più elevate di attività ALPI rispetto al totale delle prestazioni (14% e 12% rispettivamente), mentre la media nazionale si attesta all’8% per visite ed esami in regime libero professionale intramurario.

Regime istituzionale versus ALPI

Il confronto tra regime istituzionale e ALPI mostra tempi generalmente più contenuti per quest’ultimo, seppur con variabilità. Per le visite specialistiche in ALPI, la distribuzione è eterogenea: oltre mette delle prenotazioni rispetta i 10 giorni, ma una quota significativa supera il mese di attesa. Al contrario, le prestazioni oncologiche e di fisioterapia registrano quote modeste in ALPI, indicando una copertura istituzionale più solida per queste categorie.

Classificazione delle priorità

Il sistema utilizza quattro classi di priorità: U (urgenze, entro 72 ore), B (brevi, entro 10 giorni), D (differibili, entro 30 giorni per visite e 60 per esami strumentali) e P (programmate, entro 120 giorni). La classificazione determina i tempi massimi di attesa garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Come si sono evolute le liste d’attesa dopo il COVID-19?

L’impatto della pandemia ha segnato una svolta nella gestione delle attese, con dinamiche inaspettate rispetto alle ipotesi iniziali. Contrariamente alle aspettative di un peggioramento generalizzato, il 2021 ha registrato una contrazione dei tempi non correlata all’incidenza territoriale del virus.

Trend post-pandemici

I dati del primo trimestre 2021 mostrano una riduzione del 19,1% dei tempi rispetto al periodo 2018-2019, con un ulteriore calo al 15,8% nel secondo trimestre. Questo fenomeno ha interessato tutte le regioni, sebbene con intensità differenziata, suggerendo una riorganizzazione dei flussi assistenziali piuttosto che una semplice contrazione della domanda.

Interventi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza

Il PNRR ha stanziato risorse specifiche per l’abbattimento delle liste d’attesa, con particolare focus sulle prestazioni oltre i 180 giorni. I fondi finanziano il potenziamento del personale sanitario e il raggiungimento di milestone definite dal DPCM 12/01/2017 relativo ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Dati aggiornati al 2025

La Piattaforma Nazionale Liste Attesa (PNLA) ha pubblicato aggiornamenti al settembre 2025 relativi ai primi 9 mesi dell’anno, includendo tempi medi per prestazione, classi di priorità, volumi festivi e suddivisioni U/B/D/P. I dati sono consultabili sul Portale della Trasparenza AGENAS con una specifica videoguida per la navigazione.

Quali sono le cause dei ritardi e i diritti dei pazienti?

La persistenza delle liste d’attesa dipende da fattori strutturali che vanno oltre la semplice domanda di cure. La frammentazione informativa regionale, la carenza di personale sanitario e il sovraccarico dei Pronto Soccorso rappresentano i principali ostacoli all’abbattimento dei tempi.

Cause strutturali dei rallentamenti

Secondo l’analisi del CERGAS dell’Università Bocconi, le regioni gestiscono autonomamente le pubblicazioni dei dati, generando discontinuità informative. La carenza di medici e paramedici, unita all’aumento dei costi sanitari e alla densità abitativa (particolarmente critica in Lombardia), alimenta i ritardi. Il sovraccarico dei Pronto Soccorso influenza indirettamente le liste elective, deviando risorse verso le urgenze.

Normative vigenti e tutele

La legislazione ha definito un quadro normativo articolato: il DM Salute 21/06/2019 ha istituito l’Osservatorio Nazionale Liste Attesa, il Programma Nazionale Governance Liste Attesa 2019-2021 (PNGLA) ha tracciato linee guida operative, mentre la Legge 107/2024 ha istituzionalizzato la PNLA sul Portale della Trasparenza AGENAS. I Livelli Essenziali di Assistenza impongono tempi di attesa “appropriati”, sebbene la definizione operativa dipenda dalle classi di priorità clinica.

Verifica della posizione

I pazienti possono verificare la propria posizione attraverso i portali CUP regionali o la Piattaforma Nazionale Liste Attesa, che fornisce dati aggregati su tempi e posizioni. Per le regioni che non trasmettono dati completi (come la Lombardia per le priorità), la verifica diretta presso la struttura erogatrice rimane l’unica modalità certa.

Come si è evoluta la situazione negli ultimi anni?

  1. Introduzione del Piano Nazionale di Appropriatezza (PNA) come milestone iniziale per la gestione delle attese

  2. DPCM 12/01/2017 definisce i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) con requisiti di tempestività nelle prestazioni

  3. Istituzione dell’Osservatorio Nazionale Liste Attesa con DM Salute 21/06/2019 e avvio del PNGLA 2019-2021 Ministero della Salute

  4. Impatto COVID-19 e riduzione inaspettata dei tempi (19,1% nel primo trimestre 2021)

  5. Picco di prestazioni ALPI in ortopedia (44.822), cardiologia (43.684) e ginecologia (38.179)

  6. Attivazione dei fondi PNRR per l’abbattimento delle attese oltre 180 giorni

  7. Legge 107/2024 istituisce definitivamente la Piattaforma Nazionale Liste Attesa (PNLA)

  8. Aggiornamento del cruscotto PNLA con dati dei primi 9 mesi e pubblicazione del PNE 2025 su dati 2024 AGENAS

Cosa è confermato dai dati e cosa rimane variabile?

Dati stabiliti

  • Monitoraggi AGENAS trimestrali su 188+ strutture nelle 21 Regioni/PPAA
  • Classi di priorità U, B, D, P definite e applicate nazionalmente
  • Persistenza delle disparità regionali Nord-Sud nei tempi di attesa
  • Carenza strutturale di personale sanitario come causa principale dei ritardi
  • Efficacia dei fondi PNRR nel ridurre le attese oltre 180 giorni

Variabili e incertezze

  • Tempi reali per singola struttura ospedaliera non sempre allineati ai dati regionali aggregati
  • Impatto delle festività ed emergenze sanitarie sui tempi programmati
  • Dati completi per la Lombardia (mancano distinzioni per priorità)
  • Disponibilità last-minute che può ridurre i tempi effettivi rispetto a quelli medi
  • Copertura uniforme delle esenzioni per patologia tra le diverse regioni

Il contesto delle liste d’attesa nel sistema sanitario

Le liste d’attesa costituiscono un indicatore sintetico della tenuta del Ministeri Italia – Elenco Completo Ministri e Struttura 2025 e del sistema sanitario nel suo complesso. La loro evoluzione riflette non solo la capacità erogativa delle strutture, ma anche l’equità di accesso alle prestazioni garantite dai Livelli Essenziali di Assistenza.

Il sistema italiano si caratterizza per un dualismo tra regime istituzionale, finanziato pubblicamente e soggetto a tempi standardizzati, e ALPI, che offre tempi generalmente più rapidi ma a pagamento o con ticket differenziato. Questa dualità genera dinamiche complesse di accesso differenziato ai servizi sanitari, influenzate dalla disponibilità economica dei pazienti e dalla capacità delle regioni di integrare le due modalità erogative.

Le fonti istituzionali e i dati di monitoraggio

I monitoraggi ex-ante trimestrali condotti dall’AGENAS coinvolgono oltre 188 strutture sanitarie e evidenziano come solo il 55% delle prenotazioni ALPI rispetti tempi inferiori ai 10 giorni, con marcate differenze interregionali che persistono nonostante gli interventi normativi.

— AGENAS, Monitoraggio ALPI e Tempi di Attesa 2024

La riduzione dei tempi di attesa registrata nel 2021 (19,1% nel primo trimestre) non risulta correlata all’incidenza COVID nelle singole regioni, suggerendo una riorganizzazione sistemica dei processi assistenziali piuttosto che una semplice contrazione della domanda.

— CERGAS Bocconi, Ebook Liste e tempi di attesa 2024

Le Aziende e le Regioni mostrano differenze significative nei tempi di attesa per visite specialistiche, con picchi critici che richiedono interventi mirati di riorganizzazione delle risorse umane e tecnologiche.

— Federconsumatori, Report Liste Attesa Giugno 2024

Sintesi della situazione attuale

Le liste d’attesa nel SSN italiano presentano uno scenario contrastato: da un lato, i dati AGENAS confermano miglioramenti mediani in procedure critiche come la PTCA cardiologica e una riduzione dei tempi post-COVID; dall’altro, persistono criticità regionali, carenze informative per alcune aree (in particolare la Lombardia) e tempi prolungati per esami strumentali complessi come la RMN. La piena operatività della Piattaforma Nazionale Liste Attesa, istituzionalizzata dalla Legge 107/2024, rappresenta un passo avanti verso la trasparenza, sebbene la frammentazione gestionale tra regioni richieda ancora interventi di armonizzazione per garantire equità di accesso alle cure su tutto il territorio nazionale.

Domande frequenti

Come posso verificare la mia posizione in lista d’attesa?

È possibile consultare la propria posizione attraverso il portale CUP della regione di residenza o la Piattaforma Nazionale Liste Attesa (PNLA) dell’AGENAS, che fornisce dati aggregati su tempi e posizioni per classe di priorità.

Cosa significano le classi di priorità U, B, D e P?

U (urgenza) entro 72 ore, B (breve) entro 10 giorni, D (differibile) entro 30 giorni per visite e 60 per esami strumentali, P (programmata) entro 120 giorni.

Perché i tempi di attesa differiscono così tanto tra regioni?

Le differenze dipendono dalla densità abitativa, dalla disponibilità di personale sanitario, dalla dotazione tecnologica delle strutture e dalle politiche regionali di gestione delle priorità cliniche.

Cosa posso fare se l’attesa supera i 180 giorni?

Il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza finanzia specifici interventi per l’abbattimento delle attese oltre 180 giorni; è possibile segnalare la situazione alla ASL di competenza o valutare strutture private accreditate.

Quali prestazioni hanno i tempi di attesa più lunghi?

Le risonanze magnetiche (RMN) e alcune visite specialistiche in regime istituzionale registrano frequentemente tempi superiori ai 30 giorni, con picchi oltre i 180 giorni in specifiche realtà territoriali.

Dove consultare i dati ufficiali aggiornati?

I dati ufficiali sono pubblicati sul Portale della Trasparenza AGENAS, sul sito del Ministero della Salute e nei report trimestrali del Programma Nazionale Esiti (PNE).

Qual è la differenza tra regime istituzionale e ALPI?

Il regime istituzionale è il servizio pubblico SSN gratuito o con ticket, mentre ALPI (Attività Libero Professionale Intramuraria) consente di accedere a prestazioni a pagamento presso strutture pubbliche con tempi generalmente più brevi.

Giorgio Romano Conti

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Giorgio Romano Conti

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