Quotidianoreport Aggiornamento news Vai
QuotidianoReport.it Quotidianoreport Aggiornamento news Guide
Blog Economia Locale Mondo Politica Tecnologia

Tra porto pubblico Italia: tati tiche, operatori, città migliori

Giorgio Romano Conti • 2026-05-27 • Revisionato da Andrea Greco

In Italia esiste una rete capillare di treni, autobus, metropolitane e tram, eppure oltre due terzi della popolazione non sale mai su un mezzo pubblico: l’auto privata domina gli spostamenti, ma alcune città stanno invertendo la rotta.

Italiani che non utilizzano mezzi pubblici: 68% (dati 2026) ·
Utilizzo quotidiano: 10,7% ·
Posizione dell’Italia nell’UE: penultima (solo Cipro peggio) ·
Sistemi metropolitani attivi: 7 città ·
Aziende di logistica e trasporto merci: oltre 1.000

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • Se il biglietto unico nazionale sarà effettivamente implementato
  • Quale città italiana riceverà la prossima linea metropolitana dopo Catania
  • L’impatto esatto degli scioperi sul calo dell’utenza
3Segnale temporale
  • Nessun evento imminente di grande rilievo; in corso investimenti PNRR fino al 2026
4Cosa viene dopo

I numeri chiave del trasporto pubblico italiano mostrano un divario profondo tra offerta e domanda, come sintetizzato nella tabella seguente.

Indicatore Valore
Percentuale di non utilizzatori 68%
Utilizzo quotidiano 10,7%
Posizione UE penultima (solo Cipro peggio)
Città con metropolitana 7
Aziende di logistica oltre 1.000
Costo medio abbonamento mensile 30–50 €

Qual è il mezzo di trasporto più utilizzato in Italia?

Panoramica dei mezzi di trasporto disponibili

  • Auto privata: domina con oltre l’80% degli spostamenti (Assolombarda – 22° Rapporto)
  • Treno: secondo mezzo per lunghe distanze, con una quota crescente dell’alta velocità (FS Italiane – Technical Papers)
  • Autobus urbano: il mezzo pubblico più diffuso nelle città, copre l’80% dei comuni capoluogo
  • Metropolitana: presente in 7 città (Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Brescia, Catania) (ISFORT – 20° Rapporto)
  • Tram e filobus: attivi a Milano, Torino, Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Trieste

Dati sull’utilizzo di auto, treno, autobus e metropolitana

  • Nelle grandi città sopra i 250.000 abitanti la quota modale del trasporto pubblico ha raggiunto il 17,6% nel 2024 (Assolombarda – 22° Rapporto)
  • Nei centri con meno di 100.000 abitanti la quota scende al 6,1% (ISFORT – 20° Rapporto)
  • Il gap tra città maggiori e centri minori è superiore a tre volte: 14,7% contro 3,9% (ISFORT – 20° Rapporto)
  • Nel primo semestre 2025 la mobilità collettiva è salita all’8,9% (+1% rispetto al 2024) (Assolombarda – 22° Rapporto)
In sintesi: L’auto resta dominante, ma il treno e la metropolitana guadagnano terreno nelle aree urbane densamente popolate. Il vero problema è la mobilità nei piccoli centri, dove il trasporto pubblico è quasi assente, penalizzando gli abitanti senza auto.

Il quadro: L’Italia ha una rete capillare ma la domanda si concentra nelle città grandi. Il resto del territorio è servito in modo frammentato, penalizzando chi non ha l’auto.

Chi è il più grande trasportatore in Italia?

Le principali aziende del settore

Il paradosso del gruppo FS

Ferrovie dello Stato Italiane è il più grande operatore nazionale, ma la sua controllata Busitalia – che gestisce autobus – resta poco conosciuta dal grande pubblico. Spesso i passeggeri non sanno che lo stesso gruppo possiede sia i treni sia i bus in molte regioni.

Ecco un confronto dei principali operatori passeggeri in Italia:

Operatore Modalità Note
Trenitalia (gruppo FS) Ferrovie (regionali, AV, Intercity) Gestisce la maggior parte del trasporto ferroviario passeggeri (Assolombarda – 22° Rapporto)
Busitalia (gruppo FS) Autobus urbani ed extraurbani Società del gruppo FS per il trasporto su gomma
Italo (NTV) Ferrovie alta velocità Principale concorrente di Trenitalia sull’AV (Assolombarda – 22° Rapporto)
ATM (Milano) Metropolitana, tram, autobus Azienda municipale, gestisce la rete milanese
ATAC (Roma) Metropolitana, tram, autobus Azienda municipale, gestisce la rete romana

Busitalia e Trenitalia: stesso gruppo, ruoli diversi

Busitalia e Trenitalia fanno entrambe parte del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Mentre Trenitalia si occupa del trasporto ferroviario di passeggeri (regionale, a lunga percorrenza e alta velocità), Busitalia gestisce il trasporto su gomma in diverse regioni italiane. Non sono quindi in concorrenza diretta, ma complementari: il gruppo FS copre l’intera filiera del trasporto pubblico su ferro e su gomma.

Classifica delle aziende di trasporto merci e logistica

  • Nel settore merci, spedizionieri internazionali come DSV e Kuehne+Nagel sono tra i primi per fatturato in Italia (ASSTRA – Benchmark capitali europee)
  • Il trasporto pubblico locale conta oltre 1.000 aziende, per lo più municipalizzate o in affidamento a enti locali

Il punto: Ferrovie dello Stato è l’attore dominante, ma la frammentazione del TPL tra centinaia di aziende locali rende difficile una strategia nazionale unitaria.

Qual è la città con il miglior trasporto pubblico al mondo?

Le città con i migliori trasporti pubblici del mondo

Secondo un’analisi di ASSTRA (analisi benchmark delle capitali europee), le città con le performance migliori sono Hong Kong, Tokyo e Zurigo. A Madrid il 42% degli spostamenti avviene su mezzo pubblico, ben lontano dal 17% delle grandi città italiane.

Le migliori città italiane per trasporto pubblico

  • Milano: rete metropolitana più estesa d’Italia (4 linee, 105 km), tram storici e moderni, servizio ad alta frequenza (ISFORT – 20° Rapporto)
  • Torino: metropolitana automatica, rete tramviaria in espansione, buona copertura suburbana
  • Napoli: 3 linee metropolitane, funicolari, e un sistema integrato di treni regionali
  • Roma: rete metropolitana in crescita (3 linee, prolungamento della C), ma frequenze e pulizia ancora critiche (Sky TG24)

Milano, Roma, Torino a confronto

Il dato che sorprende

Milano ha una densità di stazioni metropolitane doppia rispetto a Roma e un tasso di utilizzo del TPL del 28% tra i residenti, contro il 12% di Roma. La differenza non è solo di chilometri, ma di integrazione modale e frequenza.

La tabella seguente confronta le principali città italiane per numero di linee metro ed estensione.

Città Linee metro Estensione rete metro Tram
Milano 4 105 km 17 linee
Roma 3 60 km 6 linee
Torino 1 13 km 10 linee
Napoli 3 35 km 3 linee

Il confronto: Milano si distingue per quantità e qualità, ma nessuna città italiana raggiunge gli standard di frequenza e intermodalità delle capitali del Nord Europa. Il ritardo infrastrutturale è evidente.

Perché il trasporto pubblico in Italia è così poco utilizzato?

Confronto con l’Unione Europea

  • L’Italia è penultima nell’UE per utilizzo del trasporto pubblico, davanti solo a Cipro (Sky TG24)
  • La quota modale collettiva in Italia è ferma al 9,1% nel 2024, contro il 25% della media UE (Assolombarda – 22° Rapporto)
  • A Parigi la metropolitana trasporta ogni giorno 4 milioni di passeggeri; a Milano 1,2 milioni

Cause del basso utilizzo: costi, frequenza, copertura

  • Costi: un abbonamento mensile costa in media 30-50 €, non molto meno di un pieno di benzina
  • Frequenza: nelle ore di morbida le attese in periferia superano i 30 minuti (ISFORT – 20° Rapporto)
  • Copertura: le aree suburbane e rurali sono mal collegate; il trasporto pubblico è assente in oltre il 40% dei comuni italiani
  • Intermodalità: mancano parcheggi di scambio e integrazione tra autobus e treno, specialmente al Sud (Assolombarda – 22° Rapporto)

L’impatto degli scioperi e dei disservizi

Gli scioperi del trasporto pubblico locale sono frequenti: nel 2025 se ne sono contati oltre 30 a livello nazionale, con un effetto negativo sull’affidabilità percepita. Secondo un rapporto di ItaliaHello (portale informativo per cittadini stranieri), molti nuovi arrivati scelgono l’auto proprio perché “non sanno mai se il bus arriva”.

La trappola della frequenza

In molte città italiane la frequenza dei bus nelle ore serali scende sotto i 60 minuti. Per un lavoratore su turni, l’auto diventa l’unica opzione reale, indipendentemente dal costo del carburante.

Il nodo: Il trasporto pubblico italiano è in una trappola: la domanda bassa giustifica investimenti ridotti, che a loro volta scoraggiano l’utenza. Serve un salto di qualità nell’offerta per rompere il circolo vizioso.

Come funziona il trasporto pubblico locale in Italia?

Abbonamenti e tariffe: costi e agevolazioni

  • Ogni regione ha un proprio sistema tariffario (es. STIBM in Lombardia, Metrebus a Roma)
  • Abbonamento mensile medio: 30-50 €, annuale 250-400 €
  • Agevolazioni: gratuito per over 70 con reddito basso, disabili gravi, e in alcune regioni per studenti (ItaliaHello)
  • Esistono carnet e biglietti giornalieri, ma manca un biglietto unico nazionale

Orari e app utili per muoversi

  • App nazionali: Moovit, Google Maps, Citymapper (copertura città principali)
  • App regionali: Trenitalia, Busitalia, ATM Milano, ATAC Roma, GTT Torino
  • Orari consultabili online, ma non sempre in tempo reale nelle aree extraurbane

Accessibilità per persone con disabilità

  • Le stazioni metro più recenti sono dotate di ascensori e percorsi tattili
  • Molte fermate di autobus e tram non sono ancora accessibili
  • Il PNRR prevede fondi per l’abbattimento delle barriere architettoniche
Consiglio pratico

Prima di partire, controlla l’app Moovit o il sito dell’azienda locale: in caso di sciopero, i mezzi garantiti (fasce orarie obbligatorie) sono pubblicati con 24 ore di anticipo.

Uno sguardo ai pro e contro del trasporto pubblico locale in Italia:

Vantaggi

  • Reti metropolitane in crescita nelle grandi città
  • Agevolazioni per categorie fragili
  • Costo inferiore all’auto se si vive in centro
  • App utili per la pianificazione

Svantaggi

  • Scarsa frequenza fuori dalle ore di punta
  • Copertura insufficiente nelle periferie e aree rurali
  • Costo elevato rispetto a paesi UE comparabili
  • Scioperi frequenti e disservizi cronici

La realtà: Il TPL italiano funziona bene solo nelle aree metropolitane più dense. Per il resto del Paese, l’auto resta l’unica scelta, nonostante i costi.

Quali sono i progetti futuri per il trasporto pubblico in Italia?

Investimenti in infrastrutture ferroviarie e metropolitane

  • Il PNRR stanzia oltre 25 miliardi di euro per il trasporto sostenibile (Assolombarda – 22° Rapporto)
  • Nuove linee metropolitane in fase di realizzazione: Roma (prolungamento Metro C fino a Farnesina), Milano (M5), Napoli (linea 6)
  • Treni regionali più moderni e a basse emissioni: in arrivo 250 nuovi convogli entro il 2027 (ISFORT – 20° Rapporto)

Innovazioni nel trasporto pubblico locale

  • Elettrificazione delle flotte di autobus: obiettivo 50% di mezzi elettrici entro il 2030 nelle città capoluogo
  • Biglietto unico nazionale: sperimentazione in fase di studio, coinvolge le regioni del Centro-Nord
  • Integrazione tariffaria: in alcune regioni (Lombardia, Emilia-Romagna) già attivo un abbonamento unico treno+bus

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e fondi europei

Il PNRR dedica specifiche missioni alla mobilità sostenibile, con oltre 25 miliardi di euro per ferrovie, metropolitane e ciclovie. Una parte rilevante è destinata al potenziamento del trasporto pubblico locale nelle aree suburbane, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la quota modale collettiva dal 9% al 15% entro il 2030 (ISFORT – 20° Rapporto).

“Il 68% degli italiani non utilizza mai i mezzi pubblici, secondo un’indagine dell’UE. È un dato che deve far riflettere sulla qualità del servizio e sulle abitudini degli italiani.”

— Sky TG24, 16 marzo 2026

“Il trasporto pubblico locale italiano è fermo, mentre il resto d’Europa avanza. Servono investimenti strutturali e una visione unitaria.”

— Wired Italia, 15 dicembre 2025

“I mezzi di trasporto pubblici in Italia sono numerosi e variegati: autobus, treni, metropolitane, tram e filobus. Conoscere le opzioni è il primo passo per usarli.”

— ItaliaHello, portale per nuovi arrivati

Il traguardo: Gli investimenti ci sono, ma i risultati concreti si vedranno non prima del 2027. Intanto, l’utenza resta in attesa di un cambio di passo che renda il trasporto pubblico un’alternativa credibile all’auto.

Fonti aggiuntive

tesi.luiss.it, attualitareport.it

Domande frequenti

Posso portare la bicicletta sui mezzi pubblici in Italia?

Sì, ma con limitazioni: su treni regionali e metropolitane di solito è consentito con un biglietto aggiuntivo. Su autobus urbani spesso non è permesso.

Come si paga il biglietto del trasporto pubblico in Italia?

Puoi acquistare biglietti cartacei nelle tabaccherie, edicole e biglietterie automatiche, oppure digitali tramite app come Moovit, DropTicket o le app delle singole aziende.

Esistono app per il trasporto pubblico in Italia?

Sì, le più usate sono Moovit, Google Maps (con informazioni in tempo reale in molte città), e le app dedicate di ATM, ATAC, GTT e Trenitalia.

Cosa fare durante uno sciopero dei mezzi?

Verifica le fasce orarie di garanzia pubblicate dall’azienda: di solito i mezzi circolano dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 17:00 alle 20:00. Pianifica in anticipo o considera alternative come car sharing.

Il trasporto pubblico è sicuro di notte?

Nelle grandi città metropolitane e sui treni regionali la sicurezza è buona, ma è consigliabile evitare fermate isolate. Le app di monitoraggio in tempo reale aiutano a ridurre i rischi.

Qual è l’orario di punta nei mezzi pubblici?

La mattina tra le 7:30 e le 9:00 e il pomeriggio tra le 17:00 e le 19:00. In queste fasce i mezzi sono affollati e possono verificarsi ritardi.

Possono viaggiare gratis i bambini?

Generalmente i bambini sotto i 6 anni viaggiano gratis sui mezzi pubblici, ma le regole variano per regione e azienda. Verifica le condizioni sul sito dell’operatore locale.

Qual è la differenza tra autobus urbano ed extraurbano?

L’autobus urbano copre il perimetro cittadino con fermate frequenti. L’extraurbano collega comuni diversi con corse più lunghe e fermate meno frequenti. Le tariffe sono generalmente diverse.

Il paradosso del trasporto pubblico italiano è sotto gli occhi di tutti: una rete vasta ma poco utilizzata, investimenti ingenti ma risultati lenti. Per gli italiani che oggi scelgono l’auto, la svolta arriverà solo se frequenza, copertura e affidabilità miglioreranno in modo percepibile. Chi gestisce la mobilità pubblica ha di fronte una scelta chiara: accelerare le riforme o vedere il Paese restare ancorato all’auto privata.



Giorgio Romano Conti

Informazioni sull'autore

Giorgio Romano Conti

La copertura viene aggiornata durante la giornata con controllo trasparente delle fonti.